Buon sabato a tutti, oggi avrei voluto un dedicare un post alla festa di Sant’Agata, patrona della città di Catania, per farvi conoscere un aspetto diverso della mia città, un mix tra fede e folclore a cui da 34 anni, non riesco a rinunciare. Avrei voluto mostrarvi delle foto, non quelle prese qui e li da internet, ma foto e video fatti da me,vi avrei raccontato la sua storia,vista dai miei occhi, ma non potrò farlo, perchè per la prima volta dovrò rinunciarci. Si, quest’anno dovrò farlo,il mio braccio purtroppo non solo non mi permette ancora di guidare ma stare in mezzo alla folla è una cosa che non mi sento di fare, se qualcuno mi spingesse o si appoggiasse al braccio salterei in aria come un razzo dal dolore. Non so se è l’effetto della terapia, ma mi sembra di stare peggio di prima. I piccoli progressi fatti si sono trasformati in dolore e dopo 2 settimane non riesco ancora a piegarlo di un solo cm, non mi scoraggio, ma vi confesso che ho un pò di paura, tanto che mi sono rifiutata di chiamare il medico, o meglio, rinvio di giorno in giorno, dicendo a me stessa, domani andrà meglio... sarà così? Non saprei, ma lunedì dovrò chiamarlo, non voglio rischiare di compromettere il trapianto.
Rimanderò tutto al prossimo anno, con la speranza o illusione se preferite, di poterci essere.
Come vi ho detto non mi lascio vincere dal dolore ne dalla tristezza, non so più se potrò liberarmi da questa tortura e non voglio vivere sperando che accada, stando con le mani in mano, ci convivo e cerco sempre un modo per fare le mie mini, nei limiti del possibile, perdonatemi quindi le molte imperfezioni che avranno i miei lavori.
Vi avevo accennato al cambiamento della facciata del cottage, ricordate com’era? C’era un enorme spazio vuoto tra il davanzale della finestrina della camera al primo piano e la tettoia, guardate adesso...
Ecco come ho fatto...
Ho disegnato una griglia su un foglio, l’ho ritagliata e con l’aiuto del nastro carta ho tenuto ferme le stecche di legno di balsa, ho messo la colla e posizionato le altre a completare la griglia. Poi ho dipinto tutto rigorosamente di bianco, ed ho iniziato a creare i rami del glicine.
I problemi sono iniziati nella preparazione dei fiori... Come ho già detto altre volte non ho le macchinette perforatrici a forma di fiori e foglie, ne ho solo una a forma di stella, che ho usato.
Ho tagliato la carta velina azzurra con la macchinetta a forma di stella, ed ho praticato piccoli tagli sulle punte per avere più petali, ho poi preso un uncinetto dalla punta abbastanza grossa e poggiando la stella (una velina alla volta) sulla mano sinistra, l’ho arricciata con l’uncinetto, in modo da formare il calice dei piccoli fiori., che ho poi posizionato uno per uno su un ricciolino di carta azzurra cercando di ottenere una forma più simile possibile al glicine, ho poi dato qualche piccolo tocco di bianco con un pennello vecchio, in modo da dare qualche tocco di luce alla carta velina. Le foglie invece sono stampate al pc fronte retro e ritagliate una per una, di solito odio ritagliare, ma grazie al mio braccino moribondo è una cosa che mi riesce molto facile e naturale...
Come vedete non ho voluto fare molti fiori e foglie, mi piace che si intraveda la struttura in legno e poi sono su una tettoia, non volevo rischiare di appesantire la facciata, tanto che avevo in un primo momento deciso di far risalire le piante dal giardino fino alla tettoia, ma non mi piaceva tutto quel marrone, così le ho sistemate solo li, come se fossero nate spontaneamente sul tetto. Sapete come funziona no? Le api, il vento...beh, qualcosa devo pure inventare no? A dire il vero vorrei collocare dei piccoli vasi bianchi, ma non riesco completamente a modellare e lavorare la pasta con una sola mano, quindi per un pò rimarranno così.
Visti gli inconvenienti ed i miei limiti, non pensate che il risultato sia passabile?
Vi saluto e vi auguro una bellissima domenica,
MelyG


